Delitto Caccia, si riparte da indagini

Il processo milanese a carico di Rocco Schirripa, accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio del 1983 del procuratore di Torino Bruno Caccia, si è chiuso oggi con una sentenza di "non doversi procedere". Lo ha deciso la Corte d'Assise sulla base dell'errore procedurale della Procura che non aveva chiesto la riapertura delle indagini non essendo a conoscenza di un precedente fascicolo archiviato. La Procura ha già riaperto le indagini 2 giorni fa e disposto un fermo per Schirripa. Si riparte dunque dalle indagini. Una "brutta sorpresa e un'ulteriore beffa dopo tanti anni di sofferenza che ci hanno molto provato", commenta una delle figlie del magistrato ucciso più di trent'anni fa. "Mio padre credeva ed è morto per la giustizia, bisogna avere fiducia". Ora, ha proseguito, "tutto è nelle mani del gip" che dovrà decidere sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare per Schirripa dopo che le indagini sono state riaperte due giorni fa.

ANSA

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